Giradischi per DJ: 5 valide alternative al Technics 1200!

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Se c’è un evento che secondo le definizioni potrebbe aver “funestato” il mondo dei giradischi dj, si può parlare in tal senso della scelta della Technics di non produrre più il modello 1200. Una scelta molto discussa nel mondo di chi ama ascoltare e produrre musica attraverso i vinili, che avevano eletto questo prodotto come il migliore in circolazione.

Per continuare su quella scia, però, non è possibile accantonare l’idea della musica senza giradischi. Le opzioni, quindi, restano solo: sondare il mercato alla ricerca di vecchi modelli che potrebbero costare tanto ed essere comunque non al passo con i tempi, cercare qualche esemplare di Technics in vendita sui vari siti di annunci, sia verticali che generalisti, oppure analizzare i modelli ancora in produzione per capire quale ha le potenzialità per prendere il posto del 1200 nel cuore degli appassionati. Sono quattro le case produttrici che si candidano a sostituire la Technics: due giganti come la Pioneer e la statunitense Stanton, la più costante Reloop e la Audio Technica. Tra modelli più in voga e consigli a seconda del grado di preparazione, scopriamo insieme quale modello si adatta maggiormente a chi ama ascoltare e produrre musica servendosi del “rinato” giradischi per dj.


Giradischi DJ | Stanton T92 USB, opzione importante per i dj semi-professionisti

Non si tratta solo di un giradischi convertitore dotato di USB, ma di un riproduttore di record ad alta qualità. La casa produttrice statunitense si è posizionata sul mercato con un prodotto adatto ai dj semi professionisti e in grado di supportare buona qualità, anche partendo dai “vecchi” LP. Una caratteristica fortemente ricercata nel mondo della musica, che fanno del T92 USB un degno erede del Tecnhics 1200. Nonostante qualche problema con i vinili che presentano qualche graffio, la risposta del giradischi e l’emissione risultano più che soddisfacenti, anche grazie all’auslio di alcune parti del software che consentono un’accurata pulizia del suono.stanton-t92-usb-recensione

Chi è abituato a maneggiare giradischi da dj non potrà non notare le somiglianze “fisiche” e tecniche con lo Stanton T55, ma a fronte di un costo leggermente più alto, il T92 USB possiede, oltre a tutte le caratteristiche del suo predecessore, anche una serie di importanti “novità”: alle componenti di qualità che identificano il marchio Stanton, sono stati aggiunti anche un blocco di intonazione e un utile meccanismo di anti-skating, importante per evitare il salto della puntina sul disco.

Nella conversione da LP ai file audio digitali, il prodotto made in USA fa invidia ai migliori convertitori di vinile. I risultati di conversione mantengono una qualità medio-alta sia sui nuovi formati, sia sui “vecchi” 33 e 45 giri. La chiarezza del suono e la definizione restano invidiabili, e le leggere sbavature presenti in tema di linea di basso e nella statica sono facilmente eliminabili con l’ausilio di un prezioso alleato come Audacity.

Altra caratteristica del T92 USB è il motore drive diretto, opzione che di per sè protegge dall’eventualità di rischi, ma, poiché il motore è posizionato sotto il piatto, i rumori durante la conversione sono più frequenti e la velocità risulta essere meno consistente provocando una leggera perdita di intonazione. Il vero plus di questo modello targato Stanton è però l’iZotope Audio Cleanup and Enhancement Suite, un programma in grado di fornire gli “strumenti del mestiere” per editare e pulire la traccia: basta un click e il movimento con la leva per applicare l’effetto per un risultato finale invidiabile, anche per i dj non così esperti.

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Giradischi DJ | Audio Technica AT-LP1240 USB, il “festival” dei componenti aggiuntivi

Dall’America al Giappone con uno dei modelli più apprezzati dai dj con maggiore esperienza. Dal punto di vista del design il nipponico AT-LP1240 USB ricorda da vicino l’SL-1210, cugino del 1200 della Technics: ma è però solo la somiglianza con i prodotti statunitensi a rendere interessante questo giradischi dj, visto che la gamma di componenti aggiuntivi e di funzioni rendono sfidante l’utilizzo, ma al contempo incrementano l’adattabilità a formati e a situazioni differenti. Se non voleva passare inosservata, con questo modello l’Audio Technica ha raggiunto il suo obiettivo, spiazzando i rivali Pro-Ject e Rega.

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Tra le caratteristiche di “costruzione” del giradischi giapponese c’è un motore a trazione diretta, dotato di piatto in alluminio e cambio a “3 marce” (33, 45 e 78 giri), che lo rende adatto ad ottime performance con qualsiasi tipo di vinile. Tra le caratteristiche tecniche, un braccio a S dal movimento fluido, il pulsante start & stop che consente un controllo immediato sulle tracce e un pitch di controllo in quarzo, a cui ben si abbina il pulsante “reverse” per sperimentare l’inversione della traccia. L’unica pecca del modello nipponico è un leggero movimento dei cuscinetti del braccio, ma è un difetto marginale rispetto ai tanti pregi dell’AT-LP1240 USB. Molto utile per i dj sia l’output USB, che consente di caricare su PC o Mac le registrazioni e di “pulirle” grazie ad Audacity, che il preamplificatore integrato.

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A fronte di questa serie interminabile di caratteristiche tecniche positive, è lecito attendersi una serie di prestazioni in grado di stupire. Le premesse sono rispettate a pieno per intensità e chiarezza dei suoni, che valorizza anche gli incisi strumentali. La qualità del suono non annoia certo i più esperti, che restano piacevolmente colpiti da un emissione così chiara. La perfezione potrebbe arrivare con l’aggiunta di una maggiore delicatezza e da sfumature più accentuate: in poche parole, manca quell’armonia che avrebbe reso inimitabile il giradischi AT-LP 1240 USB. La completezza degli strumenti a disposizione “giustifica” un prezzo decisamente più alto rispetto al modello di marca standard, ma un costo simile non impedisce all’Audio Technica di confermarsi tra i top di gamma in termini di affidabilità e risultati.

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Giradischi DJ | Stanton ST150, un “gigante” alla moda

Se i DJ sono alla ricerca di nuovi standard per la propria musica e stanno già pensando ad un sostituto delle “pensionate” Technics e Vestacs, potrebbero aver trovato nell’ST 150 il “pane” per i propri denti. Si tratta di un altro modello della casa statunitense Stanton, ma è uno dei cosiddetti “mostri” del mercato dei giradischi per dj. Il suo peso supera infatti i 12 chilogrammi: a rendere solito e robusto questo modello è il materiale utilizzato per la costruzione.

La casa produttrice, però, non pone l’accento sul peso, quanto invece sul motore, che è stato definito quello con più torque al mondo, essendo in grado di garantire una certa costanza nella velocità di rotazione dei piatti in caso di pressione sugli stessi. Anche questo giradischi ricorda il design del Technics 1210, ma rispetto al “rivale” ne guadagna in caratteristiche tecniche e nel maggiore controllo dell’intonazione. Il braccio ad S, comune ai modelli finora analizzati, divide i dj, portando pareri favorevoli e opinioni contrarie, nell’ottica però di ottenere una massima fedeltà audio.

Non è questa, però, l’unico caratteristica degna di nota dello Stanton ST150: questo giradischi dj possiede infatti un output S/PDIF, a cui si aggiunge la comodità del blocco di chiave, molto utile durante i cambi di intonazione tipici dei mixaggi. Chi invece fa della creatività il perno principale del proprio lavoro non può non apprezzare la velocità dell’inversione e una ampia selezione d’intonazione. Sono infatti 3 le opzioni per aggiustare la portata (+ o -8%, + o -25%, + o -50%) che risultano molto utili in fase di scratching e nella fase di rallentamento dei dischi. L’ultimo plus è un blocco d’intonazione fondamentale per evitare incidenti di percorso, ma in questo caso, il funzionamento è inverso rispetto al solito, visto che la luce accesa è sintomatica di una distorsione possibile.

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Vista la lunga serie di caratteristiche, lo Stanton ST 150 si candida ad essere uno degli standard per i DJ di nuova generazione. Il corretto funzionamento in fase di scratching e mixing è l’alleto ideale per coloro che sono pronti a rimpiazzare un giradischi che ormai non è più in produzione. Il prezzo del giradischi statunitense sale ancora, posizionandolo quindi nella fascia medio-alta.

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Giradischi DJ | Pioneer PLX-1000, tra innovazione e continuità con il Technics

Se un dj è alla ricerca di un prodotto più professionale, la Pioneer può inserirsi nel mercato con il giradischi giusto. Non è facile vedere abbinato il nome della nota casa produttrice di Tokyo con i giradischi, ma in questo caso i giapponesi hanno fatto del loro meglio per offrire al mercato un degno erede del Technics SL 1200. Dal punto di vista del design e delle dimensioni, non si notano grandissime differenze, se non fosse per i pulsanti dotati di led blu utili per le regolazioni del pitch tra + e -8, + e -16 e + e -50 e per la leva dotata di reset pitch con un pulsante digitale. Tali opzioni sono molto utili durante l’esecuzione per accorciare le tempistiche e gli interventi.giradischi-Pioneer-PLX-1000

Dal punto di vista del peso, anche la Piooner si “piazza” tra i giganti con i suoi 13,1 kg del PLX-1000, ma in questo caso non sono in discussione nè la solidità nà la durata nel tempo. A giustificare una tale “pesantezza” anche un motore che è stato etichettato come il più potente sul mercato: il suo Brushless DC a tre fasi con trazione diretta vanta una potenza pressochè doppia rispetto al Technics, a cui si abbina anche una coppia elevata, le regolazioni al quarzo e un sistema elettronico di frenata.

Dal punto di vista del piatto, torna la somiglianza con il giradischi di casa Technics. I più esperti si attendevano un’evoluzione dal punto di vista tecnico e innovativo, nel tentativo di abbinare il fascino senza tempo del “vecchio” Technics analogico ai progressi tecnologici che sono il biglietto da visita della Pioneer. Mantenendo però un piatto così “retro”, la casa nipponica ha implicitamente dichiarato di voler far breccia nel cuore dei “puristi”, coprendo i vuoti lasciati dalla stessa Technics e quindi dalla Panasonic. Il prezzo supera i 700 euro, a dimostrazione che non si tratta di un prodotto adatto a tutte le tasche (e quindi a tutti i dj), ma chi ha intenzione di acquistarlo troverà in questo giradischi per dj un valido alleato nella proposizione di una musica chiara e nitida.

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Giradischi DJ | Reloop RP 4000: il candidato low cost alla sostituzione dell’SL 1200

Dj di tutto il mondo: asciugate le lacrime e tornate all’opera. Scaduto il brevetto della Technics e accantonato il progetto da parte di Panasonic, in tanti avevano “perso la bussola” di un valido strumento in grado di accontentare tutte le esigenze. La Reloop ha però in casa l’arma giusta per convincere i tanti nostalgici: si tratta dell’RP 4000, un giradischi in grado di abbinare modernità e spirito “classico”, senza tralasciare un’attenzione al portafoglio.reloop-rp-4000

L’aspetto ricorda da vicino quello del Technics, ma il vantaggio di un peso più contenuto che non supera i 10 chili non compromette né la solidità né la stabilità. Le 3 velocità (33, 45 e 78 giri) rendono l’RP adatto a qualsiasi tipologia di vinile. Pur avendo un’impostazione molto tradizionale, il Reloop RP 4000 mantiene ottime prestazioni grazie ad una rotazione controllata al quarzo e ad una forza motore di 1600g/cm².

Il pitch è dotato di un cursore che non scatta verso il centro, e dà possibilità di variare la velocità dell’10 o del 20% in positivo e in negativo. Comune agli altri modelli è il braccio ad “S”, che consente una maggiore purezza del suono. Interessante anche la dotazione compresa nel prezzo di vendita, che include un tappetino, una testina – utile soprattutto per i neofiti – e la possibilità di connettersi ad uno starter da remoto. La facilità di installazione, d’uso e di regolazione lo rende particolarmente adatto ai principianti, ma nonostante il prezzo accessibile, questo giradischi d’origine teutonica non perde l’esclusività di un prodotto in grado di fornire anche ottime prestazioni sia in lettura che durante la riproduzione dei suoni.

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