Reloop RP 4000: una risposta economica al Technics 1200

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Recensione al giradischi Reloop RP 4000.

I nostalgici della musica prodotta tramite vinile hanno finalmente trovato nuova “linfa musicale” da cui attingere. Superato il periodo di empasse per la presenza sul mercato di alcuni prodotti che non erano in grado di supportare adeguatamente i vecchi formati, i giradischi di nuova generazione tornano a soddisfare gli appassionati, con quello “strano” mix tra il design vintage e le feature tecnologicamente avanzate.

Una delle case produttrici più stimate tra i produttori e gli amanti del vinile è la tedesca Reloop, che si presenta con una serie di giradischi dalle prestazioni interessanti a cui sono abbinati prezzi fortemente concorrenziali. La caratteristica principale dei Reloop è infatti un costo più basso rispetto ai prodotti delle altre case produttrici, il che rende i suoi giradischi accessibili anche a coloro che si affacciano da poco al mondo della produzione.

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Uno dei modelli più in voga è il Reloop RP 4000 M, un abbinato tra il fascino del supporto per vinili e la tecnica moderna per migliorare l’emissione sonora. Il prezzo che si attesta attorno ai 300 euro conferma la sua propensione verso i neofiti della musica: chi vuole imparare all’insegna della stabilità e delle elevate prestazioni, ha trovato pane per i suoi denti. Ciononostante, il prodotto si adatta bene anche alle esigenze di coloro che hanno maggior esperienza con la produzione, visto che l’RP 4000 fa della semplicità il suo marchio di fabbrica, a cui aggiungere il nome della Reloop che è sinonimo di garanzia.

Reloop 4000, il paragone con il “gemello” RP8000 e il ricordo del passato

Il paragone sorge spontaneo con il suo predecessore top di gamma in casa tedesca, quell’8000 che tanto aveva impressionato gli esperti del suono. Il giradischi RP 4000 M si assomiglia per caratteristiche tecniche e fruibilità, mantenendo comunque uno stile minimale, sobrio ma al contempo molto elegante, giustificato dal “classico” nero metalizzato di casa Reloop con l’aggiunta delle finitura argentate.

Sono due le caratteristiche che colpiscono immediatamente: innanzitutto il peso, visto che si tratta di un giradischi facilmente maneggiabile dato che non supera i 10 chili; poi, la presenza di numerosi accessori: dal tappetino alla testina gt Ortofon OM – utile soprattutto a coloro che vogliono imparare il mestiere e possono rompere più facilmente le componenti più delicate – passando per la connessione ad uno Starter da remoto. Il suono emesso dal giradischi tedesco è pieno e intenso, quasi privo di qualsivoglia “intercessione”, che si tratti di rumori o di vibrazioni.

Le caratteristiche tecniche: il Reloop 4000 “come mamma l’ha fatto”

La prima parola chiave che viene in mente guardando questo prodotto made in Germany è “facilità”, per la gioia di tutti i dj, dai più esperti ai principianti: l’RP 4000 spicca infatti per facilità d’installazione, di utilizzo e anche di regolazione dei parametri di esecuzione. Questa caratteristica rende così piacevole l’esperienza di apprendimento, e facilita le casi di scratch: il consiglio non è quindi rivolto solo a chi utilizza i vinili per animare le serate in discoteca, ma anche a coloro che, sul versante totalmente opposto, adorano ascoltare musica a casa sul far del tramonto.reloop-rp-4000

Per quel che riguarda il braccio, la scelta della casa teutonica è caduta su quello meno convenzionale a forma di “S”. Questa opzione divide i cosiddetti puristi del suono, ma rende più facile la vita a chi produce musica, facilitato dalla manovra e maggiormente soddisfatto dalla lettura della traccia e dalla riproduzione del suono. Fondamentale ai fini della resa anche la stabilità del Reloop 4000: i piedi sono robusti e sicuri, e isolano il giradischi dalle vibrazioni esterne che non inficiano la riproduzione del vinile. Il materiale più usato per la componentistica è il quarzo, sfruttato sia per il meccanismo di rotazione dei disco che per il blocco. Le tre velocità di rotazione del giradischi lo rendono adattabile a qualsiasi formato, che si tratti del 33, del 45 o del 78 giri.

Gli amanti dello scratch e delle inversioni troveranno terreno fertile con le funzioni di Forward e Reverse. Il motore è uno tra i più potenti pur essendo di impostazione tradizionale, e supporta una variazione di pitch che varia tra + e – 10% e + e – 20%. Manca però un case metallico, ma questa scelta influsce nel calo di peso per una maggiore praticità di cui i dj sentivano davvero bisogno.

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Per chi è più indicato il giradischi Reloop RP 4000

La casa di produzione tedesca ha voluto stupire tutti con un modello che sia adatto a qualsivoglia esigenza. Gli amatori potranno stupire il proprio pubblico con un giradischi facile da utilizzare ma al contempo stabile ed affidabile. Il suono non delude sia gli amanti del vinile, sia chi è più abituato ad ascoltare musica digitale, che riscopriranno un ascolto più corposo e puntuale nelle variazioni.rp-4000-reloop

I dj semi-professionisti non potranno restare delusi da un prodotto che li ha probabilmente accompagnati durante la fase amatoriale: l’RP 4000 con la sua stabilità punta ad essere duraturo nel tempo, anche grazie ad un motore a trazione diretta che di per sè è pensato per bypassare rotture e guasti a breve termine. Se i dj più esperti dovessero trovarsi a suonare su un Reloop 4000 non avrebbero invece grandi difficoltà: la facilità di utilizzo fa comodo a tutti, anche ai più “navigati”, anche se la mancanza di determinate regolazioni potrebbe stranire.

Il confronto: l’RP 4000 può essere degno erede del Technics 1200?

Questa è la domanda che tormenta da tempo gli appassionati di vinile. La storia è ormai risaputa: il Technics 1200 non è più in produzione, e tra i puristi del suono e i convinti sostenitori del “vecchio” modello sembra difficile trovare un suo degno erede, soprattutto di una casa completamente differente. Sono in tanti ad aver tentato di imitare il Techics. Ci ha provato la Stanton con diversi modelli, l’ha seguita la Pioneer, un tentativo è stato fatto anche dall’Audio Technica.

Non poteva mancare all’appello anche la Reloop, che ha “spremuto” i propri team di ingegneri e designer alla ricerca di quel mix che potesse far breccia nel cuore degli addetti ai lavori. Effettivamente quello del Reloop 4000 è un tentativo abbastanza riuscito. Per avvicinarsi ancora di più al nirvana dei giradischi, bisogna passare al modello Reloop 8000, il fratello top di gamma del 4000.

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Il Technics 1200

La candidatura del 4000, nonostante costi soltanto 300 euro, arriva soprattutto per la compattezza e la stabilità del modello tedesco, ma anche dalla purezza del suono emesso dalla puntina supportata dal motore a tre velocità. Certo, l’effetto sonoro è garantito anche dal braccio ad “S”, ma essendo una caratteristica comune a tutti i giradischi che vogliono succedere al Technics non può trattarsi di un fattore determinante.

Il vantaggio della Reloop nella rincorsa al modello asiatico è dato da un prezzo decisamente alla portata di tutti. Chi ama il Techics 1200 potrà trovare gli ultimi esemplari in giro a prezzi esorbitanti, chi si vuole accontentare di un “surrogato con stile” senza spendere un capitale può bussare alla porta di casa Reloop. Non capita tutti i giorni di portare a casa un giradischi con poco più di 300 euro, una cifra che lascia sbalorditi.

Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte alla mancanza di qualche regolazione e potrebbe obiettare una mancanza di qualità nell’RP 4000, ma la prova decisiva è data dall’ascolto e dalle “mani in pasta”. Coloro che hanno avuto il privilegio di utilizzare il giradischi Reloop o di sentire i suoni emessi dal modello tedesco è rimasto stupito. Semplicità, risparmio e purezza possono essere le chiavi di volta per un futuro più sereno. Gli amanti della musica ascoltata e prodotta tramite vinile possono stare tranquilli: la casa tedesca Reloop ha le armi giuste per tornare a far appassionare i puristi e per non deludere i nostalgici della Techics.

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