Technics 1210 | Scheda Tecnica, dove trovarlo e alternative più economiche.

Nella storia dell’HiFi ci sono molti giradischi che hanno lasciato un segno sia nell’estetica che nella qualità. Sicuramente il Technics 1210 mk2, facente parte della famiglia dei giradischi Technics, è uno di questi. Non si tratta di un giradischi dalle prestazioni particolarmente eccelse se lette in un’ottica di purismo, ma è una macchina affidabile, stabile e riconoscibile, che si è imposta nel tempo come standard di riferimento per una intera categoria.

Nei modelli anche recenti ne trovano continue citazioni sia dal punto di vista del design che delle soluzioni, segno che è rimasto nel cuore di molti. I professionisti si trovano spesso a chiedere ai loro giradischi prestazioni derivanti dalle scelte fatte per questo modello. Già dall’apertura dell’imballaggio di questo Technics, se si ha la fortuna di poterne trovare uno invenduto all’epoca, ci si può convincere della fiducia che il produttore ha risposto sul progetto, tant’è che le protezioni sono ridotte all’essenziale senza nessun timore che durante il trasporto si possa danneggiarlo, a differenza di tanti esempi più recenti. Il design di questo giradischi è sicuramente datato ma apparentemente nei 30 e più anni di vita del modello non si è mai sentito un effettivo bisogno di modifiche sostanziali, eccezion fatta per alcuni adattamenti minori per lo più estetici. Il porta testina segue lo standard EIA ed è smontabile, collocato su un braccio ad S estremamente leggero.

Technics 1210: Estetica e Design

La scelta della configurazione a braccio curvo è legata alla fisica del disco e sostanzialmente permette una tangente con angolo costante durante tutta la lettura. Con questo tipo di braccio, la risposta tonale dei brani non dipende dal loro posizionamento nel vinile. Questa configurazione si trasmesso praticamente come uno standard anche su altri modelli come lo Stanton T92 USB e Audio Technica AT-LP 1240 USB che ne rielaborano pienamente l’estetica aggiungendo però elementi di modernità. Altrettanto classico è il controllo del pitch o intonazione, legata alla velocità con cui gira il piatto e che raggiunge un +/-8 % senza quindi spingersi ai limiti estremi, vantati da modelli più recenti che salgono anche di parecchio.technics-1210-mk5

Per quanto concerne l’illuminazione della superficie di lavoro, questa è affidata ad una comodissima luce estraibile in basso a destra e che può essere portata esattamente fino al punto di inserzione della testina sul solco, per garantire la sicurezza in un ambiente buio come una console in una discoteca. Il controllo stroboscopico della velocità è affidato alle classiche quattro piste di tacche cromate sul bordo del piatto e consente una ispezione ad occhio dei BPM per sincronizzare mentre si mixa.

Trova un modello usato

I pulsanti in plancia sono comunque ridotti al minimo, perché trattandosi di un oggetto professionale, destinato ad essere usato per ambienti come discoteche e per le trasmissioni in radio, deve implementare il minimo delle funzioni per il massimo della praticità, e delegare ogni elemento non necessario al mixer. Il posizionamento di ognuno dei pulsanti e del potenziometro slide del pitch si trovano sul piano superiore, per permettere anche il montaggio in flycase. Le funzioni ben visibili in plancia sono naturalmente il pulsante di accensione e due pulsantini per la selezione della velocità tra 33 e 45 giri, collocati discretamente in basso a sinistra. Purtroppo non è disponibile la velocità per i vecchi 78 giri, che non sono supportati da questo giradischi, mentre alcune repliche recenti invece permettono anche di ascoltare questo formato datato. Comunque quello che ne deriva, al colpo d’occhio, per chi, per esempio lo vedesse in esposizione, è il senso di tecnico che emana.

Technics 1210: Scheda Tecnica

Scendendo nel dettaglio, la struttura è un classico, con la sua base rigida e i piedini regolabili a vite. Una architettura pulita e definita che si mantiene anche nelle sue varianti, come il 1210 M5G che si differenzia sostanzialmente per il colore grigio antracite, al posto del nero satinato del 1210 mkII. Tutte le parti manipolabili del giradischi sono protette da una shell in plastica trasparente grigia, che evita il depositarsi della polvere.

Durante l’uso ovviamente è possibile estrarre il guscio di plastica per riporlo in un angolo perché non sia di intralcio. Il piatto in alluminio piuttosto massiccio nasconde il motore che è l’elemento portante per le prestazioni di questo giradischi. La soluzione adottata infatti è quella a trazione diretta cioè senza cinghia ed è quella prediletta dai DJ, con un buono spunto in avvio. Il motore è uno degli elementi portanti per questo giradischi, essendo molto stabile nella velocità, con un controllo al quarzo che garantisce la costanza dei giri anche al variare della massa del vinile.

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La regolazione dell’inclinazione del piatto e del piano si fa tramite i piedini a vite con i tacchetti in gomma antiscivolo e antivibrazione ed è semplice e precisa. Posizionando il giradischi Technics 1210 su un piano ragionevolmente orizzontale e stabile, il sistema a viti ci permette di eliminare l’inclinazione, aiutandoci con una bolla. Una volta raggiunta la posizione ottimale, che deve essere verificata sia in lungo che in largo, sul giradischi, e volendo essere pignoli su tutti i lati e le diagonali, si può procedere al resto dell’assemblaggio. Il braccio deve essere fissato e bloccato con l’apposito gancio di riposo, si devono poi aggiungere i contrappesi in metallo e verificare che il sistema possieda la giusta elasticità e dinamica, perché la testina deve collocarsi in maniera morbida sul solco, per non causare traumi al disco e sopratutto alle sue sospensioni interne, che sono notoriamente fragili e degne di molta attenzione.

La testina in dotazione segue lo standard EIA e può essere sostituita con altre più raffinate. In ogni caso può essere necessaria la regolazione dell’errore di tangenza e dell’antiskating. Questi due paramenti influenzano negativamente la resa sonora dell’esecuzione, perché influenzano la risposta in frequenza, il bilanciamento della stereofonia e la velocità del brano. La calibrazione di regola è comunque già stata effettuata in fabbrica, ma trattandosi di un giradischi fuori produzione e quindi spesso proveniente dal mercato dell’usato, può essere necessaria. La conoscenza dell’esistenza di queste variabili, comunque è utile anche per altri prodotti che ne ricalcano l’architettura, vedi Stanton ST 150, ad esempio.

Ideale per un uso professionale

Ovviamente, come già detto e ripetuto, si tratta di un giradischi professionale destinato ai DJ sia per esecuzioni live che in situazioni di broadcast radiofonico è che di conseguenza per qualità è resa audio fa storcere il naso all’audiofilo da divano, abituato ad un altro tipo di resa sonora nel suo salotto. Questa vocazione ha spinto all’epoca Technics a realizzare un giradischi con il piatto in alluminio a trazione diretta. La resa dal punto di vista dello spunto di questo tipo di trascinamento è innegabile e in questo modello si sente particolarmente. Nel caso specifico del Technics 1210 mk2, la prima cosa che si fa notare è la silenziosità assoluta del motore elettrico, sia dal punto di vista strettamente audio, cioè che accostando l’orecchio non si sente nessun rumore, sia dal punto di vista meccanico.technics-1210-mk5-gira

La trazione e il motore che non trasmettono vibrazioni o scossoni al piatto, che comunque ha una massa notevole proprio per questo scopo. Con con la testina in dotazione troviamo una dinamica molto elevata, che è quella che ci si aspetta da un vinile, diversamente da quella appiattita e compressa del cd. La ricostruzione della tridimensionalità del suono è molto buona già accostandolo anche ad un preamplificatore economico. Le componenti tonali dei brani e gli strumenti appaiono ariosi e molto ben distribuiti e la qualità si mantiene buona per tutta l’esecuzione dei brani, anche variando per generi ed epoche. Questo dimostra quindi che non si è trattato una impressione iniziale ma di una effettiva proprietà del giradischi. Va da sé che l’audiofilo esigente troverà eccessiva questa descrizione, ma è sufficiente considerare la fascia di costo di questo giradischi Technics 1210, che si trova intorno ai 500-550 euro, per dare il giusto peso alle considerazioni.

Technics 1210 usato: come reperirlo

La struttura è concepita per essere estremamente solida e quindi anche in un ambiente sottoposto a forti vibrazioni in bassa frequenza come quella delle casse di un impianto piuttosto grande o gli inevitabili urti che si hanno in un ambiente di lavoro lasciano la resa sonora resta stabile. Il corpo del giradischi è pesante ed in metallo, pensato per resistere alle interferenze esterne. Non ci sono di scatti e oscillazioni anche in ambiti disturbati. Per chi volesse procurarsi questo dinosauro meraviglioso, sebbene si tratti di un giradischi fuori produzione se ne trovano ancora parecchi in commercio anche nel settore della seconda mano.

Trova un modello usato

L’infatuazione per il modello e per le prestazioni però possono non andare a braccetto, e per questo giradischi che ha in pratica definito uno standard, si possono trovare le stesse caratteristiche su modelli più recenti di produttori di tutto rispetto. La concorrenza nel tempo ha tirato fuori una serie di modelli che ne riprendono uno o più aspetti, in alcuni casi migliorandoli ed arrivando in alcuni casi quasi al plagio, solo per fare qualche nome Reloop RP 8000, il già citato Audio Technica AT LP1240 USB e Pioneer PLX 1000.

Se stai cercando un giradischi dalle prestazioni simili ti consigliamo il nostro articolo: Le 5 più valide alternative al Technics 1200.

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