I Vinili Rimasterizzati Dei Pink Floyd: Il Valore di Ieri ed Oggi

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Chi trent’anni fa ha acquistato un vinile dei Pink Floyd per le classiche 25.000 o 30.000 lire oggi si ritrova una sorta di investimento il cui valore è aumentato del 400%. Il vinile di A Momentary Lapse of Reason (1987) è stato riproposto nel 2011, ed oggi ha più o meno lo stesso prezzo di un vinile nuovo acquistato nel 1987. Ma l’edizione originale del disco è ormai diventata una vera e propria chicca per i collezionisti. Diverso è il caso di PULSE (1994). Questo doppio live nasce come CD, si evolve in un DVD del concerto del 20 ottobre 1994 ad Earls Court, ed compie il lungo viaggio dell’evoluzione dei supporti audio all’indietro, diventando un quadruplo LP.

I Pink Floyd non sono né i primi né gli ultimi ad aver preso la saggia decisione di riproporre buona parte della propria discografia in vinile. La scelta di rimasterizzare pezzi storici è sempre una scelta controversa. Le atmosfere sonore costruite dai Pink Floyd negli anni ‘60, ‘70 ed ‘80 si basavano sull’imperfezione tipica del sound analogico. Condita da dosi abbondanti di creatività, questa imperfezione aveva dato vita ad atmosfere sonore tridimensionali. Non spetta a noi giudicare se la rimasterizzazione abbia appiattito il sound originale di A Momentary Lapse of Reason e Pulse.

I Pink Floyd sono tra i gruppi che amiamo di più, e rivedere A Momentary Lapse of Reason e Pulse su vinile ci emoziona. In questo post avremmo potuto recensire The Wall, o anche tutti gli altri vinili dei Pink Floyd che finalmente sono stati ristampati. Ma abbiamo scelto questi due dischi poiché segnano due momenti importanti nella storia della band. Se con il vinile di A Momentary Lapse of Reason il gruppo si libera dell’ingombrante presenza di Roger Waters, PULSE è il disco che testimonia il rapporto vitale dei Pink Floyd con il loro loro pubblico.


1. A Momentary Lapse of Reason (1987)

Chi non conosce i Pink Floyd di solito si avvicina alla loro produzione musicale grazie alle atmosfere ariose e magiche di Learning to Fly:

Condition grounded

but determined to try

can’t keep my eyes from the circling skies

tongue-tied and twisted

just another earth-bound misfit

Condizione radicato

ma intenzionato a provare

non riesco a distogliere lo sguardo da cieli vorticosi

senza parole e tormentato

un altro disadattato legato alla terra

Seconda traccia di A Momentary Lapse of Reason, Learning to Fly è uno dei brani più criptici dei Pink Floyd. Ad aumentare la difficoltà di un testo non facile da capire giunge il famosissimo video dove il protagonista, gettata alle ortiche la sua falce, spicca il volo per trasformarsi in un’aquila.

Chi è l’indiano che invita il giovane protagonista del video a prendere il volo? E cosa teneva il ragazzo legato alla terra? Quando il video viene realizzato, Roger Waters ha lasciato il gruppo da appena due anni, ma tra una battaglia legale e l’altra David Gilmour e Nick Mason stanno andando avanti imperterriti. Senza la pesante influenza di Waters, Gilmour è finalmente libero di esprimere tutto il suo potenziale di compositore, oltre che di chitarrista e di cantante.

Se la “Momentanea Follia” dell’album può riferirsi alle alterne vicende che i Pink Floyd hanno vissuto in 20 anni di carriera, il significato e l’importanza di A Momentary Lapse of Reason nella produzione musicale dei Pink Floyd vanno ben oltre le beghe legali e le vicende che hanno incrinato il rapporto tra Waters e gli altri. Con questo album, i Pink Floyd giungono a chi alle dense atmosfere psichedeliche preferisce ambienti sonori egualmente complessi, ma più facili da gestire nel quotidiano. Intendiamoci, i Pink Floyd non hanno mai scritto canzonette, ma prezzi quali One Slip si prestano ad essere ascoltati in una varietà di contesti più ampia di Sysyphus.

Con atmosfere più digeribili di The Dark Side of the Moon, e privo dei toni a tratti angoscianti di Another Brick in The Wall, A Momentary Lapse of Reason può essere considerato l’album del distacco, che segna una ritrovata spontaneità compositiva, e l’adozione di sonorità che comunicano una vena di forte ottimismo. Il vinile originale, stampato nel 1987, è ancora disponibile sul mercato dei collezionisti.

La versione rimasterizzata, che forse non avrà il fascino del disco originale ma è accessibile a tutti, è stata riproposta su vinile nel 2011:


2. P. U. L. S. E. (1995)

Era il 1995, eBay era nata da poco, Microsoft aveva appena lanciato Windows 95, il primo sistema operativo concepito per le masse, mentre The Division Bell da mesi stazionava al primo posto delle classifiche di dischi in tutto il mondo.

In primavera, sull’onda del successo del tour mondiale di The Division Bell, i Pink Floyd sorprendono tutti annunciando l’uscita di un doppio live – P. U. L. S. E. Intorno al significato di PULSE sono stati sprecati fiumi d’inchiostro. Nessuno sa cosa significhi questo acronimo, ma chi è stato anche ad un solo concerto dei Pink Floyd ha vissuto PULSE nel corpo e nell’anima.

Gli anni ‘90 sono l’era della multimedialità, ed il supporto scelto per l’edizione originale di PULSE era il CD. Il doppio CD dell’epoca era realizzato in cartone, ed oltre al classico libretto conteneva una batteria, che permetteva all’iride raffigurata in copertina di emettere una luce pulsante rossa. Ma la multimedialità di PULSE va ben oltre la grafica del CD.

Tra i giornalisti di ieri ed oggi vi è chi ancora si chiede come mai un gruppo di cinquantenni riuscisse ad attrarre a sé folle oceaniche, fatte anche e soprattutto di ragazzini. Nell’epoca dei gruppi musicali costruiti a tavolino, dove ciascuno dei personaggi risponde ai gusti di una fetta di pubblico per vendere i dischi un po’ a tutti, i Pink Floyd facevano musica. La risposta è tutta qui.

Come le tracce di PULSE riuscissero a trasportare l’ascoltatore in una dimensione dove il tempo sembrava dilatarsi, obbedendo a logiche ed impulsi al di là delle leggi della fisica, resta al di là di ogni spiegazione. PULSE propone venticinque storici brani eseguiti durante il tour mondiale del 1994. Molte delle tracce conservano l’impronta della psichedelia, e vanno semplicemente contro ogni regola. Contro la regola che impone di scrivere brani non più lunghi di 4 minuti, poiché diversamente l’ascoltatore si annoia e non compra il disco. Contro la regola che impone il classico refrain orecchiabile. Contro la regola che impone di seguire le regole – vedasi Another Brick in the Wall.

Ecco spiegato perché un gruppo di cinquantenni riesce ad ottenere il seguito tra folle di ragazzini ribelli. Oggi, PULSE è stato riproposto su vinile. Anche qui, i Pink Floyd vanno semplicemente contro.

PULSE è una raccolta di quattro 33 giri realizzati in vinile da 180 grammi, e corredata da un libro fotografico da 58 pagine con copertina rigida.

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